La leggerezza, la flessibilità, lo slow mood: Yin Yang Yoga

Ogni sabato lo Yoga nel tuo laboratorio del movimento parla la lingua “Yin” con Monica Vaccari

Ci sono così tanti e diversi tipi di yoga che a volte può essere difficile capire cosa può essere adatto alle nostre esigenze. Il City Lab ha deciso di offrire tre tipologie principali: Vinyasa Yoga,  Hatha Yoga e Yin Yoga.

Lo Yin Yoga è una pratica molto lenta che ha lo scopo di rilassare e calmare sia il corpo che la mente, lavorando per l’appunto sulla nostra parte Yin. Durante la pratica, le posizioni vengono tenute per un tempo piuttosto lungo, che va generalmente da 3 a 5 o più minuti, ed il proposito è proprio quello di lasciare andare le tensioni, sia fisiche che mentali. Di conseguenza, nello Yin Yoga si lavora meno sull’attivazione della muscolatura e maggiormente sull’allungamento e sulle posture.

 

Conosci il concetto orientale dello Yin e Yang?

Yin e Yang sono due forze opposte e complementari, che sono presenti in natura ma anche nel nostro corpo e nella nostra mente. Lo Yin è il principio femminile e rappresenta l’intuizione, la profondità, l’ombra, l’immobilità, mentre Yang è il principio maschile, che rappresenta la ragione, l’altezza, la luce, la mobilità. Concetti opposti dunque ma che dovrebbero essere complementari ed in equilibrio. Nello yoga è possibile vedere questa differenza nei diversi stili: l’Ashtanga è Yang per eccellenza, l’Hatha può essere entrambi mentre lo Yin… è yin.

Cos’è lo Yin Yoga?

Lo Yin Yoga  affonda le sue radici nell’antica pratica dello yoga. Questo stile fu introdotto in occidente negli anni ’70 da Paulie Zink, un campione di arti marziali e insegnante di Taoismo. Lui creò delle lezioni Yin Yang yoga, mettendo insieme asana e discipline diverse: Hatha Yoga, Taoismo e altre pratiche che sviluppò lui stesso. Questo stile prese il nome di ‘Yin Yoga’.

Come si pratica?

Lo Yin Yoga si basa su tre principi fondamentali:

  • rispettare le proprie caratteristiche. Assumere pose che arrechino dolore o tensione non solo non serve a nulla ma, anzi, potrebbe rivelarsi controproducente. Bisogna concedersi il giusto tempo per dare modo ai tessuti di rilassarsi;
  • “ascoltarsi”. Mettersi in ascolto profondo e sincero con le proprie sensazioni e seguire le indicazioni attente dettate dalla professionalità sensibile di Monica Vaccari;
  • restare fermi.Mantenere a lungo la posizione, rimanendo immobili, è l’aspetto più importante ed è anche un ottimo esercizio mentale. Il difficile è restare concentrati, evitando il flusso dei pensieri che vanno dalla lista della spesa alla scadenza dell’assicurazione della macchina. “Qui e ora”: questo lo scopo.

Quali i benefici?

A livello fisico…

Mantenere le posture a lungo stimola il tessuto connettivo ed aumenta la mobilità articolare, migliorando l’elasticità e la flessibilità del corpo. Attenzione, quindi, a non confondere lo Yin Yoga con una pratica di completo rilassamento o meditazione: il lavoro c’è ma è spostato sui tessuti più profondi, quelli che spesso trascuriamo.

A livello energetico…

Le asana dello Yin Yoga sono concepite per migliorare il flusso energetico, l’energia sottile che, secondo la medicina tradizionale cinese, scorre attraverso i meridiani presenti nel corpo.

 

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