Elisir di lunga vita? L'esercizio fisico

Elisir di lunga (e sana) vita? L’esercizio fisico

In questo fine di 2018 la notizia principale è che si è ufficialmente “anziani” dai 75 anni in su.  “Un 65enne di oggi ha la forma fisica e cognitiva di un 40-45enne di 30 anni fa. E un 75enne quella di un individuo che aveva 55 anni nel 1980”, ha spiegato Niccolò Marchionni, professore ordinario dell’Università di Firenze e direttore del dipartimento cardiovascolare dell’Ospedale Careggi.

Marchionni continua: “Oggi alziamo l’asticella dell’età a una soglia adattata alle attuali aspettative di vita nei Paesi con sviluppo avanzato. I dati demografici ci dicono che in Italia l’aspettativa di vita è aumentata di circa 20 anni rispetto alla prima decade del 1900. Non solo, larga parte della popolazione tra i 60 e i 75 anni è in ottima forma e priva di malattie per l’effetto ritardato dello sviluppo di malattie e dell’età di morte”.

Cosa contribuisce considerevolmente a rendere ciò una realtà?

Una sana alimentazione e un adeguato esercizio fisico danno più qualità alla tua vita.
Fare attività fisica nei 40, 50, 60, 70 anni e oltre significa contrastare l’invecchiamento e “continuare” a stare bene!

L’esercizio fisico è un portentoso farmaco naturale, privo di effetti collaterali, che vanta innumerevoli benefici:

  • accresce vitalità e felicità
  • rende più forti e resistenti
  • garantisce qualità del sonno
  • migliora tutte le qualità metaboliche
  • infonde un umore ‘tonico’ e positivo
  • fa vivere belle relazioni
  • ri-attiva ‘tutte’ le energie

 

Quali sono gli effetti positivi che può avere una costante attività fisica?

 

Gli esperti di medicina sportiva ci dicono che l’esercizio fisico rallenta la perdita di forza muscolare e di tessuto osseo caratteristici delle età avanzate. Si previene dunque nella donna l’osteoporosi postmenopausale, si rallenta l’insorgenza di artrosi, si prevengono le cadute e le fratture di femore.

Il cuore è un organo che trae particolare beneficio dall’attività fisica (soprattutto di tipo aerobico): la stessa attività fisica porta a riduzione della frequenza cardiaca e si hanno minori rialzi pressori durante lo sforzo. Tra i tanti effetti positivi sull’apparato cardiovascolare citiamo la riduzione del rischio di morte prematura, di patologie coronariche, di infarto, il miglioramento dell’efficienza cardio respiratoria; si osserva riduzione della pressione arteriosa, della colesterolemia (con aumento del colesterolo HDL, “buono,” e riduzione del colesterolo LDL, “cattivo”) e della trigliceridemia.

Con un esercizio fisico costante si assiste a riduzione del peso corporeo, al miglioramento del diabete di tipo II grazie ad un miglior controllo glicemico, si previene e combatte la sindrome metabolica (condizione clinica che espone a maggior rischio cardiovascolare caratterizzata da ipertensione arteriosa, aumento dei trigliceridi e glucosio nel sangue, diminuzione del colesterolo buono HDL ed aumento della circonferenza addominale) e si migliorano i disturbi vascolari periferici.

 

L’attività fisica ridurebbe anche l’insorgenza di cancro al colon e alla mammella.

E ancora l’esercizio fisico svolge un ruolo rilevante nella stipsi cronica, di cui soffrono moltissimi anziani, aumentando la motilità intestinale.

Sono stati inoltre osservati miglioramenti significativi sul benessere psicologico dell’individuo, per cui un’attività fisica regolare comporta minor rischio di depressione e ansia.

Ci sono infine studi che mettono in relazione decadimento cognitivo e attività fisica dimostrando come esercizi fisici nei soggetti anziani (soprattutto associando sia esercizi di resistenza che aerobi) comportino miglioramenti sulla memoria, sull’attenzione, sul rendimento cognitivo (in particolare si ha un miglioramento delle capacità esecutive) e sui tempi di reazione. Il motivo per cui si ottengono questi benefici è oggetto di studio, tuttavia alcuni ricercatori sostengono che l’allenamento comportamentale e aerobico possa suscitare nell’organismo una risposta in termini di miglioramento della circolazione sanguigna, un aumento del volume cerebrale, un innalzamento dei fattori neurotrofici ed un miglioramento dei sistemi dei neurotrasmettitori. Di conseguenza, migliorando la sfera cognitiva, si ha un parallelo miglioramento del tono dell’umore e quindi delle attività della vita quotidiana.

Negli studi di popolazioni longeve, o in soggetti centenari, si attribuisce la longevità ad uno stile di vita sano. Infatti i comportamenti caratteristici che accomunano queste popolazioni sono proprio l’esercizio fisico regolare, il mantenimento di una rete sociale e un atteggiamento mentale positivo.

L’esercizio fisico adeguato, come proponiamo nel tuo laboratorio del movimento, risulta quindi un incredibile – ma reale – elisir di lunga vita.

 

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